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Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria!
Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele,

quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito...

perché la lettura è una immortalità all'indietro (Umberto Eco)

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Autore: Felice PESTILLIPagine: 1250ISBN: 978-88-89534-42-7Formato: 15×21Data pubblicazione: Agosto 2017

UNA-VITA-DIVERSA

Il “World Press Photo 2014” ha premiato come foto più bella dell’anno quella dell’americano Stanmeyer, collaboratore di “National Geographic”, che raffigura – di notte e al chiarore lunare – i migranti in piedi sulla spiaggia di Gibuti, al momento in cui cercano il segnale perduto con i propri cellulari, nel tentativo di chiamare casa, informare i cari, cercare l’ultima ‘protezione’ affettiva o economica. Notevole appare l’impianto prospettico della foto, con un migrante più alto in primo piano a sinistra e gli altri via via degradanti verso il mare, lievemente increspato sotto la luce della Luna: che è velata in cielo, all’angolo destro, ma restituisce, così, il “senso del celeste”, ancoraggio d’infinito, a governare il destino dei migranti. Non guardiamo a codesta rappresentazione dal punto di vista sociologico o politico, ma soltanto per l’aspetto epistemologico. In effetti, è questa l’ultima testimonianza del “senso oceanico”, riferimento all’infinito, come lo chiamava Arthur Koestler, a sorreggere l’uomo nel momento più difficile della storia. Alcuni pubblicisti han già notato l’originalità e bellezza della foto. Ma non mi sembra sia stato còlto proprio l’intrinseco aspetto poetico o metafisico dello ‘scatto’…

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